sabato 5 maggio 2007

le libere professioni

Nell' Italia piccola piccola non c'è spazio per nuovi avvocati|
Tutti sanno che per diventare avvocati si deve fare un esame di stato, ma non tutti sanno che è previsto,con queste strane modalità, solo nell' Italia piccola piccola. Il percorso per entrare nel mondo del lavoro, per chi sceglie di fare l' avvocato, è tortuoso ed è intralciato dagli interessi della grande casta forense che vuole proteggere i propri privilegi. Per tutti gli altri professionisti, medici-ingegneri-agronomi-veterinari, ecc., l'esame di stato ha il suo giusto valore di verifica e completamento del percorso formativo iniziato con l' Università e terminto con la discussione della propria tesi; per i giurisprudenti no! la loro laurea non serve, la loro tesi non serve, per i giurisprudenti è obbligatorio servire per minimo due anni gli appartenenti alla casta e poi è obbligatorio rifare mediamente due o tre volte l'esame di stato.
L'esame di stato si passa in base agli spazi che si creano negli ordini, e non in base allo studio e all'impegno profuso. Infatti tutti sanno che nei vari tribunali per vari anni i praticanti svolgono attività forense pur non avendo superato l'esame, anzi rinunciando a volte a ritentare; ma la loro cultura giuridica e la loro preparazione non sono da meno rispetto a quelle degli iscritti agli Ordini.
Ma tutto questo avviene nell' Italia piccola piccola!
A tutti i praticanti: smettetela di fare gli smista carte per la casta e riprendetevi la vostra dignità protestando contro questo governo e chiedendogli di riformare la legge sulle libere professioni e sull'accesso alle stesse.
Non più la selezione drogata della casta ma la selezione del mondo del lavoro, la selezione di che si rivolge agli avvocati e che deve scegliere liberamente e non obbligato a scegliere sempre tra gli stessi vecchi nomi.

2 commenti:

Francesco ha detto...

Mi trovi assolutamente d'accordo. La situazione degli avvocati, e della giusitizia in generale, in Italia è preoccupante ed inevitabilmente destinata al collasso, soprattutto alla luce delle future tendenze comunitarie che vorranno unificare il più possibile.

Occorre una vera e propria rivoluzione culturale, non basta qualche legge o regolamento. Deve cambiare la forma mentis di chi fa diritto, del giurista.

Il problema è: noi giovani cosa facciamo mentre il sistema lentamente cambia?

Michele Greco ha detto...

Ringrazio Francesco per il suo commento, e aggiungo,alla sua attenta analisi, che a noi giovani spetterebbe giocare un ruolo essenziale nel futuro di questa Italia piccola piccola, cominciando dal prendere coscienza della nostra capacità di esporre ed estendere ai nostri coetanei le problematiche che ci affligono e che ci relegano a ruoli secondari o addirittura ininfluenti. Cominciamo a pretendere quello che ci spetta...! giocare da protagonista in questa società gerontocratica. Ciao Francesco