Nell' Italia piccola piccola non c'è spazio per nuovi avvocati|
Tutti sanno che per diventare avvocati si deve fare un esame di stato, ma non tutti sanno che è previsto,con queste strane modalità, solo nell' Italia piccola piccola. Il percorso per entrare nel mondo del lavoro, per chi sceglie di fare l' avvocato, è tortuoso ed è intralciato dagli interessi della grande casta forense che vuole proteggere i propri privilegi. Per tutti gli altri professionisti, medici-ingegneri-agronomi-veterinari, ecc., l'esame di stato ha il suo giusto valore di verifica e completamento del percorso formativo iniziato con l' Università e terminto con la discussione della propria tesi; per i giurisprudenti no! la loro laurea non serve, la loro tesi non serve, per i giurisprudenti è obbligatorio servire per minimo due anni gli appartenenti alla casta e poi è obbligatorio rifare mediamente due o tre volte l'esame di stato.
L'esame di stato si passa in base agli spazi che si creano negli ordini, e non in base allo studio e all'impegno profuso. Infatti tutti sanno che nei vari tribunali per vari anni i praticanti svolgono attività forense pur non avendo superato l'esame, anzi rinunciando a volte a ritentare; ma la loro cultura giuridica e la loro preparazione non sono da meno rispetto a quelle degli iscritti agli Ordini.
Ma tutto questo avviene nell' Italia piccola piccola!
A tutti i praticanti: smettetela di fare gli smista carte per la casta e riprendetevi la vostra dignità protestando contro questo governo e chiedendogli di riformare la legge sulle libere professioni e sull'accesso alle stesse.
Non più la selezione drogata della casta ma la selezione del mondo del lavoro, la selezione di che si rivolge agli avvocati e che deve scegliere liberamente e non obbligato a scegliere sempre tra gli stessi vecchi nomi.
Tutti sanno che per diventare avvocati si deve fare un esame di stato, ma non tutti sanno che è previsto,con queste strane modalità, solo nell' Italia piccola piccola. Il percorso per entrare nel mondo del lavoro, per chi sceglie di fare l' avvocato, è tortuoso ed è intralciato dagli interessi della grande casta forense che vuole proteggere i propri privilegi. Per tutti gli altri professionisti, medici-ingegneri-agronomi-veterinari, ecc., l'esame di stato ha il suo giusto valore di verifica e completamento del percorso formativo iniziato con l' Università e terminto con la discussione della propria tesi; per i giurisprudenti no! la loro laurea non serve, la loro tesi non serve, per i giurisprudenti è obbligatorio servire per minimo due anni gli appartenenti alla casta e poi è obbligatorio rifare mediamente due o tre volte l'esame di stato.
L'esame di stato si passa in base agli spazi che si creano negli ordini, e non in base allo studio e all'impegno profuso. Infatti tutti sanno che nei vari tribunali per vari anni i praticanti svolgono attività forense pur non avendo superato l'esame, anzi rinunciando a volte a ritentare; ma la loro cultura giuridica e la loro preparazione non sono da meno rispetto a quelle degli iscritti agli Ordini.
Ma tutto questo avviene nell' Italia piccola piccola!
A tutti i praticanti: smettetela di fare gli smista carte per la casta e riprendetevi la vostra dignità protestando contro questo governo e chiedendogli di riformare la legge sulle libere professioni e sull'accesso alle stesse.
Non più la selezione drogata della casta ma la selezione del mondo del lavoro, la selezione di che si rivolge agli avvocati e che deve scegliere liberamente e non obbligato a scegliere sempre tra gli stessi vecchi nomi.

